Angelo Ghiringhelli
Consigliere Comunale Capogruppo
Componente Commissione Consiliare BILANCIO AFFARI ISTITUZIONALI - Servizi Civici - Personale - Protezione Civile - Partecipazioni - Patrimonio e Organizzazione
Componente Commisione Consiliare TERRITORIO - Urbanistica - Lavori Pubblici - EXPO 2015 - Viabilità - Trasporti - Energia e Ambiente - Attività Produttive - Commercio - Cimiteri - Innovazione Tecnologica
Componente Commissione Speciale Consiliare POLITICHE LAVORATIVE
Daniele Valzasina
Segreteria cittadina
SEGRETARIO CITTADINO
Michele Scognamiglio
Messaggio del Capo dello Stato
120 PSI. NAPOLITANO SCRIVE A RICCARDO NENCINI
sabato 28 aprile 2012
In occasione della manifestazione indetta a Genova dal Partito Socialista Italiano, assieme alle fondazioni socialiste, per ricordare e festeggiare il 120° anniversario della nascita del Psi, invio a lei e a tutti i partecipanti il mio più sentito saluto.
La vostra iniziativa non rappresenta solo un contributo alla celebrazione di una lunga e gloriosa tradizione politica, intrecciata intimamente alla storia del nostro Paese, alle battaglie per il progresso economico e civile e alle conquiste democratiche e sociali. Il filone del pensiero socialista, profondamente radicato nel nostro continente, costituisce un patrimonio di valori e di idee la cui attualità è da approfondire in rapporto a sempre vive esigenze di giustizia e solidarietà nella società e di equità e collaborazione internazionale: esigenze e punti di riferimento imprescindibili anche di fronte alla grave crisi economica e sociale in atto e ai mutamenti e alle tensioni del mondo d’oggi.
Con questo spirito esprimo a lei e a tutti i partecipanti i migliori auguri, apprezzando la vostra volontà di concorrere attivamente alla vita politica e al confronto democratico.
Giorgio Napolitano
DIRITTO DI VOTO AMMINISTRATIVO PER I MIGRANTI RESIDENTI IN ITALIA DA 5 ANNI
BETTINO CRAXI
PAOLA GHIRINGHELLI
ELEZIONI AMMINISTRATIVE PIOLTELLO 2011
Il Partito Socialista Italiano nelle elezioni amministrative di Pioltello 2011 ha conquistato un ottimo risultato raggiungendo il 7,33% con 1.031 voti, esprimendo due consiglieri comunali di maggioranza.
A seguito di questo importante risultato si ringraziano tutte quelle persone che tanto hanno fatto per consentire al partito di raggiungere questo risultato.
GOVERNO. NENCINI: UN ESECUTIVO DI ECCELLENZE TECNICHE E AUTOREVOLI SERVITORI DELLO STATO
mercoledì 16 novembre 2011
“Il presidente del consiglio Mario Monti ha varato un esecutivo di eccellenze tecniche e di autorevoli servitori dello Stato”. Lo dichiara Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi. “Giudico positivamente- aggiunge- l'assunzione dell'interim dell’economia da parte del presidente del consiglio”. “Serve ora – continua Nencini - un programma di risanamento e di rilancio dell’Italia fondato sulla equità - chi più ha più paghi- su cui costruire una solida coesione parlamentare”. “Il Psi –conclude- lo sosterrà con convinzione”
GOVERNO. NENCINI: UN ESECUTIVO DI ECCELLENZE TECNICHE E AUTOREVOLI SERVITORI DELLO STATO
mercoledì 16 novembre 2011
“Il presidente del consiglio Mario Monti ha varato un esecutivo di eccellenze tecniche e di autorevoli servitori dello Stato”. Lo dichiara Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi. “Giudico positivamente- aggiunge- l'assunzione dell'interim dell’economia da parte del presidente del consiglio”. “Serve ora – continua Nencini - un programma di risanamento e di rilancio dell’Italia fondato sulla equità - chi più ha più paghi- su cui costruire una solida coesione parlamentare”. “Il Psi –conclude- lo sosterrà con convinzione”
GOVERNO. NENCINI: UN ESECUTIVO DI ECCELLENZE TECNICHE E AUTOREVOLI SERVITORI DELLO STATO
mercoledì 16 novembre 2011
SONDAGGI. L'UNITA' CONFERMA IL 2% AL PSI. IL PDL E IL PD IN FLESSIONE
L'Istituto Tecnè, nella consueta rilevazione mensile sulle intenzioni di voto per il quotidiano L'Unità, conferma il dato del mese scorso stimando il Psi al 2%. Da rilevare che Tecnè segnala un'ulteriore crescita dell'area del non voto stimata oggi al 44.6%, oltre due punti in percentuale in più rispetto alla rilevazione del mese scorso. In questo contesto appare ormai inarrestabile la continua erosione del PDL che perde un altro punto e mezzo rispetto a gennaio scivolando al 23%. Peraltro Il Pd si conferma il primo partito con il 27% perdendo tuttavia un punto percentuale rispetto all'ultima rilevazione.
ELEZIONI. NENCINI: IL NUOVO SCENARIO IMPONE UN CAMBIAMENTO. SUBITO LA CASA DEI RIFORMISTI
lunedì 7 maggio 2012
“I socialisti si confermano come una forza del centrosinistra viva e radicata sul territorio”.
A dirlo Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi, commentando i risultati ancora parziali delle elezioni amministrative.
“Il vento di Hollande – dice il leader socialista - è arrivato anche da noi e ha spinto il Psi.
Eleggiamo ovunque sindaci e ci attestiamo a livello nazionale attorno al 3%. Un risultato superiore alle aspettative e ai sondaggi”.
Per il segretario socialista “queste elezioni, le ultime della seconda repubblica, certificano che il Pdl non c'è più e che Grillo drena voti soprattutto alla Lega”.
“C'è un nuovo scenario – prosegue – ed è tempo di cambiare. La strada che anche le elezioni francesi ci indicano è la Casa dei riformisti, un progetto politico nuovo che raccolga tutte le anime del riformismo italiano, quello laico, socialista, liberale e cattolico democratico”.
Quanto al sostegno al Governo Monti, secondo Nencini questo: “ va misurato passo dopo
Manifesto dei valori.
Il Partito Socialista è una novità nel panorama politico italiano, una speranza per il rinnovamento e la modernizzazione del Paese, contro ogni forma di conservazione politica, economica e culturale. Una forza politica rivolta a valorizzare i meriti e a rispondere ai bisogni individuali e collettivi.
Per queste ragioni il socialismo democratico è oggi di attualità per saldare le attese delle vecchie e delle nuove generazioni, per dare un contributo a una moderna società della conoscenza, per riaffermare, insieme alla battaglia per nuovi diritti, l’etica dei doveri e della responsabilità.
Il Partito socialista, in Italia come nel resto d’Europa, intende riunire uomini e donne che, partendo da esperienze, culture e sensibilità diverse, si riconoscono in politiche riformiste, democratiche e liberali; si rivolge a tutti i cittadini senza distinzioni di genere e di orientamento sessuale, di etnia, di nazionalità e di religione e vuole dare voce a tutti coloro a cui vengono negati diritti ed interessi fondamentali.
Il Partito Socialista si propone di realizzare, con forme nuove e adeguate ai tempi e per via democratica nella partecipazione dei cittadini, una società che sia retta da valori di libertà, di uguaglianza, di giustizia, di responsabilità, di solidarietà e di progresso.
Il Partito Socialista crede nella libertà e nelle libertà intese come possibilità di scegliere sulla base della propria responsabilità: contrasta i ricorrenti tentativi di invadenza delle burocrazie statali, delle religioni e delle ideologie nella sfera della libertà individuale; fonda la sua azione sul rispetto dei diritti civili ed umani in Italia come nel mondo.
Il Partito Socialista crede nel valore dell’uguaglianza che si realizza attraverso l’allargamento delle libertà; opera concretamente affinché sia garantito a tutti il massimo delle opportunità; promuove le condizioni perché ciascun individuo possa decidere il proprio destino. L’uguaglianza e la libertà delle persone sono indivisibili.
Il Partito Socialista difende il principio di laicità, che garantisce la convivenza tra culture e idee diverse; crede nella libertà di pensiero e nel valore della diversità delle opinioni e delle fedi. Contrasta ogni forma di fondamentalismo che vuole trasformare i propri precetti in leggi dello Stato.
Il Socialismo considera il lavoro come l’espressione più alta della persona e persegue politiche della piena occupazione, secondo principi di flessibilità e sicurezza, promuovendo l’istruzione e la formazione durante l’arco di tutta la vita. Il Partito Socialista vuole che il lavoro sia adeguatamente retribuito e riconosciuto, e sostiene la necessità per tutti coloro che non siano in condizioni di lavorare di ricevere un reddito di base adeguato ai loro meriti e alla loro condizione.
Il Partito Socialista continua la sua battaglia secolare per una maggiore giustizia sociale lottando contro le diverse forme di povertà e di emarginazione, fin da quelle che riguardano i primi anni di vita. I sistemi di sicurezza sociale, a cominciare da quelli della casa, della sanità, dell’istruzione e della previdenza devono contribuire a migliorare le condizioni di vita dei cittadini, devono prevenire i rischi di impoverimento e di esclusione e devono essere completati abolendo privilegi e garanzie corporative che danneggiano gli interessi dei più bisognosi.
Le politiche per la giustizia sociale comprendono la lotta contro il crimine e contro le cause che lo producono, per rimuovere le condizioni che incentivano i comportamenti violenti e comunque illegali. La difesa della sicurezza non ammette acquiescenza nei confronti della grande criminalità, della violenza razzista e xenofoba, dei fenomeni diffusi di violenza, con particolare riferimento alle donne ed ai minori, e nei confronti della piccola criminalità che colpisce soprattutto gli strati deboli della società.
I socialisti e le socialiste lavorano per ampliare i diritti e le libertà che le donne hanno conquistato e continuano a lottare per eliminare le gravi discriminazioni ancora esistenti. Il Partito Socialista garantisce nelle sue strutture e nella pratica politica le pari opportunità tra uomini e donne.
Il Partito Socialista s’impegna per lo sviluppo della democrazia economica, politica e culturale; opera per un rafforzamento continuo della democrazia rappresentativa, per dare più credibilità delle istituzioni e per consentire al cittadini attraverso il voto libero e segreto di scegliere una politica, un partito e i propri rappresentanti.
LEGA NORD, NENCINI: RITIRARE IL FINANZIAMENTO PUBBLICO AL CARROCCIO
“Lo diciamo senza giri di parole: va ritirato il finanziamento pubblico alla Lega Nord. Non solo perché da tempo inneggia alla secessione e alla divisione dell'Italia, ma anche perché si pone ormai in aperto contrasto con l'articolo 49 della Costituzione. La Carta dice che tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale, le vicende di Varese testimoniano la palese violazione di questo principio”.
A dirlo Riccardo Nencini, segretario nazionale del PSI, commentando quanto accaduto al congresso di Varese del Carroccio.
LEGA NORD. CRAXI: TRAVOLTA DALL'ONDA CHE HA CAVALCATO
“A Milano, il coinvolgimento della Lega rappresenta la fine comica di una commedia tragica durata un ventennio”.
Così Bobo Craxi commentando le notizie relative al presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Davide Boni, della Lega Nord, indagato per corruzione dalla procura di Milano in relazione a un’inchiesta su presunte tangenti al comune di Cassano d’Adda.
“Hanno esercitato in lungo e in largo”, aggiunge Craxi, “un potere spropositato, cavalcando un’onda giustizialista che”, conclude, “finalmente li ha travolti"
Il Pirellone cede, scricchiola, sembra la torre di Pisa. Il presidente del Consiglio regionale, Davide Boni, si è ritrovato ieri al centro di un’inchiesta che rischia oggi di diventare trasversale, coinvolgendo anche alcuni esponenti del Pdl e diversi imprenditori locali. I procuratori parlano di un sistema di tangenti Pdl-Lega Nord, basato esclusivamente sui rapporti fiduciari tra i politici del centrodestra lombardi e gli imprenditori rimasti invischiati nel fattaccio. Per il Carroccio invece si tratta di “attacco di Stato”. La Lega si difende come può, nascondendosi dietro un post che una militante leghista pubblica su Facebook («È un attacco a un uomo simbolo della Lega e al contempo alla Lega stessa. Davide Boni non si tocca, la Lega non si tocca»). Roberto Maroni, mentre invoca la faziosità della magistratura tutta, clicka “mi piace” sul post e per lui, probabilmente, la questione si chiude lì. I big della Lega si stringono forte nell’abbraccio virtuale a Boni e si arroccano, cauti. Quello che però né i “big” di via Bellerio né l’ex ministro Maroni sanno è che contemporaneamente c’è chi si sta muovendo per loro, anche se non necessariamente nel modo che i leghisti vorrebbero.
FUGA DAL PIRELLONE - Nel pomeriggio infatti Luca Gaffuri, capogruppo del Pd in Regione Lombardia, dopo una riunione fra i gruppi di opposizione, ha chiesto che si vada «al più presto al voto», invocando «subito le dimissioni di Boni». Al coro degli scontenti si associano subito Idv, Sel e Udc. Roberto Menia, coordinatore nazionale di Futuro e Libertà, non ha dubbi: «Le notizie che giungono da Milano e che i Pm descrivono come sistema tangentaro e corruttivo Pdl-lega – scrive in una nota – rafforzano in noi la convinzione di aver fatto bene a rompere per riaffermare i valori della legalità e del patriottismo repubblicano». Ieri la martellata di Angelino Alfano, segretario del Pdl, che ha dichiarato che il partito andrà alle amministrative senza la Lega. Oggi il fuggi-fuggi e domani, nella sede di via Bellerio, i vertici della Lega si incontreranno per discutere dell’inchiesta su Boni. Intanto gli inquirenti danno un prezzo al presunto “bottino” della Lega: la somma delle tangenti (date o promesse) ammonterebbe a circa un milione e seicentomila euro.
LO SCARICABARILE DI FORMIGONI - Il Pirellone oggi scotta, starne all’ombra non è più sicuro e tutti si allontanano, a turno. Secco il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni: «Boni chiarirà in termini molto precisi la sua estraneità oppure farà passi conseguenti». Insomma, se ne esce pulito “bene così”, altrimenti dovrà dimettersi, come già fecero gli ex-assessori Pier Gianni Prosperini, Franco Nicoli Cristiani e Massimo Ponzoni, indagati per corruzione in tempi non sospetti. Per i meno arguti, Formigoni cerca poi di essere più preciso: «In passato, quando qualcuno è stato accusato di aver arrecato danno alla Regione, è stato messo fuori gioco».
CHI NON RUBA IN COMPAGNIA… - Coinvolti nel domino innescato dal franare del Pirellone ci sarebbero anche diversi appartenenti al Pdl, più una decina di imprenditori, tra cui l’immobiliarista Luigi Zunino, che avrebbero chiesto un “rinforzino” ai politici per dare il via ai loro progetti edilizi, residenziali e commerciali. Inoltre, stando all’accusa, i vertici regionali della Lega erano a conoscenza dei versamenti illeciti. Soldi che, sempre secondo gli inquirenti, venivano poi riutilizzati dal Carroccio come finanziamenti elettorali. L’accusa ha le idee chiare anche sulla zona (o almeno, una delle zone) interessata dallo scandalo: si tratta di Cassano d’Adda, alle porte di Milano. A Cassano, tra il 2008 e il 2009, la Lega Nord avrebbe finanziato iniziative elettorali con parte delle tangenti incassate da imprenditori. Ma siamo solo all’inizio e come è presumibile pensare l’inchiesta e quindi anche la zona interessata dal giro di tangenti si allargheranno a macchia d’olio.
Truffe e rimborsi, trema la Lega. Si dimette il tesoriere Belsito. "Soldi ai figli di Bossi e Rosi Mauro"
BOSSI. NENCINI: GLI ITALIANI SI RICORDERANNO DELLE PROMESSE NON MANTENUTE, DEL FIGLIO E DEI DIAMANTI
"Prima i soldi servivano a finanziare i partiti. Ora si ruba ai partiti per ristrutturare la terrazza della famiglia del segretario". È l'affermazione provocatoria di Riccardo Nencini,segretario nazionale del Psi, che risponde così ad Umberto Bossi che ieri sera, parlando a Conegliano, aveva affermato che Lega Nord 'non ha rubato e preso tangenti come il Psi'. "Bossi ha ragione: -prosegue Nencini-rispetto ad oggi la tangentopoli di venti anni fa era roba da dilettanti!" "Noi abbiamo celebrato ieri il 120mo anniversario della fondazione del Partito Socialista Italiano - aggiunge il Segretario-. Auguro a Bossi che gli italiani,fra vent'anni,si ricordino della Lega Nord. Ma temo- conclude Nencini- che si ricorderanno soltanto delle promesse che non ha mai mantenuto, di suo figlio e dei diamanti in cassaforte".
Per Bobo Craxi: “Il capo della Lega Nord vive un momento disperato e, come in un delirio onirico, ripercorre la sua esistenza attaccando i vecchi nemici”.
IL CARROCCIO SBANDA, BELSITO CADE IN CORSA E BOSSI VALUTA SE LASCIARE A MARONI
Dopo dieci ore di chiusa in via Bellerio, è arrivata la decisione che sembrava inevitabile: si è dimesso dalla carica di tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito, ex sottosegretario vicinissimo a Umberto Bossi. L’uomo chiave del Carroccio risulta attualmente indagato da tre diverse procure (Milano, Napoli e Reggio Calabria), tutte interessate a chiarire che uso sia stato fatto dei soldi del Carroccio, tra cui quasi sei milioni finiti a Cipro e in Tanzania. Le accuse sono quelle di riciclaggio, truffa allo Stato e appropriazione indebita. Decine le perquisizioni in varie città (oltre a quella avvenuta stamane nella sede storica del Carroccio): Carabinieri e Guardia di Finanza hanno acquisito atti presso società, uffici e abitazioni, compresa quella di una delle segretarie di Umberto Bossi e di una dirigente amministrativa del partito.
IL POMERIGGIO NUVOLOSO DEL SENATUR – Umberto Bossi ha lasciato la sede federale della Lega Nord, dove si trovava dalle 12, dopo le perquisizioni di questa mattina ordinate nell’ambito dell’inchiesta su Belsito. Il leader della Lega Nord è fuggito di soppiatto dal cancello posteriore, a bordo della sua auto, senza fare dichiarazioni ai giornalisti. Con Bossi, a via Bellerio oggi erano presenti anche il coordinatore delle segreterie nazionali, Roberto Calderoli, il governatore del Piemonte, Roberto Cota, il vice presidente della Regione Lombardia, Andrea Gibelli, e l’ex ministro Roberto Castelli. Chi ha parlato con il Senatur nel primo pomeriggio ha descritto il leader leghista come un uomo «amareggiato dall’attacco personale e alla famiglia» e fortemente intenzionato a dimettersi.
LA CASA E CAMPAGNA ELETTORALE – Le accuse più dure da digerire per Bossi sono state il presunto uso dei fondi per la campagna elettorale, che ha portato il figlio Renzo in Consiglio regionale lombardo, e per la ristrutturazione della villa di famiglia, a Gemonio. «Sono stato io a chiedere a Belsito di dimettersi, per fare chiarezza. E lui si è dimesso. Colpiscono me per colpire la Lega». Umberto Bossi parla dopo ore di silenzio, durante le quali emergevano dettagli sull’inchiesta che ha travolto il tesoriere del partito e gettato ombre inquietanti sullo stesso leader e sulla sua famiglia. «Vogliono colpire la Lega e quindi colpiscono me, mi sembra che sia iniziata la prossima campagna elettorale – dice Umberto Bossi – Denuncerò chi ha utilizzato i soldi della Lega per sistemare la mia casa. Io non so nulla di questa cose e d’altra parte avendo pochi soldi non ho ancora finito di pagare le ristrutturazioni di casa mia». Non è passata inosservata, in via Bellerio, l’assenza di Roberto Maroni.
I LEGHISTI IN RETE PENSANO GIA’ AL DOPO-BOSSI – Sulla pagina Facebook di Roberto Maroni il malcontento della base leghista si fa sentire alto e forte, e scuote la cortina di ferro tra l’ex ministro dell’Interno e il leader del partito Umberto Bossi. Si moltiplicano infatti i post che inneggiano a Maroni chiedendo che assuma lui la guida del partito: «leader subito o la Lega è finita»; «Caro Bobo, credo sia ora di tirare fuori gli attributi, sperando che non sia già troppo tardi». Gli interventi sono chiarissimi e restituiscono l’immagine di un Carroccio in affanno, con i leghisti timorosi di essere «ormai accomunati a tutti gli altri, lontani i tempi del cappio in Aula», come ricorda qualche nostalgico deputato di vecchia data.
SALVINI, CHI SBAGLIA PAGA – «Tutti in Lega vogliono trasparenza e pretendono chiarimenti su qualsiasi centesimo di euro usato». Lo ha dichiarato Matteo Salvini, europarlamentare della Lega Nord, nel corso del talk show Rapporto Carelli su Sky Tg24. «Ci fidiamo uno dell’altro – aggiunge Salvini – ma se qualcuno abusa di questa fiducia si butta giù dalla finestra. Nella Lega non abbiamo bisogno di certa gente. La mano sul fuoco, poi, non la metto nemmeno per me stesso, figuriamoci per chi conosco poco. L’europarlamentare ha inoltre precisato di sentirsi «vicino alle migliaia di militanti per bene della Lega che oggi stanno depositando le liste in varie città italiane. Ed è inaccettabile essere accomunati a qualcuno che magari ha fatto qualcosa di sbagliato. Se qualcuno in Lega sbaglia – conclude – lo prendiamo a calci nel sedere ma onestamente stiamo pensando di più a come amministrare i nostri comuni più che a Woodcock e a Belsito».
TANGENTI. BISCARDINI: I PROTAGONISTI DEL "SISTEMA LOMBARDIA" PENSAVANO DI ESSERI IMPUNIBILI
“Il caso della Lombardia è da manuale. La Tangentopoli del ’92, avendo avuto come effetto la distruzione del vecchio sistema politico, è stata considerata da chi è venuto dopo come irripetibile.
Ciò ha consentito ad alcuni politici di conquistare il potere e di governarlo nella corruzione, ritenendosi del tutto impunibili.”
Lo ha dichiarato Roberto Biscardini, della segretaria nazionale del Psi intervenendo oggi a una trasmissione televisiva, nella quale ha aggiunto: “al di là delle responsabilità individuali conta il giudizio politico. Negli interessi della Regione e delle sue attività economiche sarebbe bene che il sistema, fondato sulla stretta alleanza PDL-Lega, che ha retto la Lombardia dal ’95 ad oggi, si faccia da parte o trovi una soluzione alternativa, prima di essere travolto giorno dopo giorno da una nuova ondata giudiziaria.
Prima che i PM - ha concluso l'esponente socialista attraversino la prateria degli appalti, della sanità, della formazione professionale e delle aziende partecipate.”
Con il leghista Davide Boni sale a quattro su cinque il numero dei componenti dell’ufficio di Presidenza della Regione Lombardia ad essere indagati.
Prima di lui Massimo Ponzoni, Franco Nicoli Cristiani e Filippo Penati.
Se è un record non si sa, ma di certo la dice lunga sul grave stato di malessere che la Giunta Formigoni sta attraversando, ma soprattutto getta pesanti ombre sullo strano e disinvolto modo di amministrare il territorio lombardo e le sue risorse. I vari indagati ed arrestati sono tutte persone con ruoli chiave nella amministrazione lombarda: Davide Boni (l’ultimo in ordine di tempo) è addirittura Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia!
Pensate all’imbarazzo che regna adesso negli ambienti leghisti. Sempre a gridare “Roma ladrona” e poi finire miseramente sotto inchiesta per tangenti proprio in Lombardia, fra la gente di cui si fanno paladini della tutela dei loro interessi economici.
Ci vorrà un bel coraggio adesso a presentarsi agli elettori e spiegare loro che un conto è parlare bene e un’altro “razzolare male”…
CIAO CIAO SENATUR, BOSSI SCENDE DAL CARROCCIO
Il Carroccio sbanda ed è la fine: il leader maximo Umberto Bossi ha presentato sul tavolo del Consiglio Federale le sue dimissioni da segretario federale della Lega Nord. E’ finita un’era politica. Quando la notizia si e’ diffusa tra i giornalisti che sostano davanti alla sede di via Bellerio, i militanti che si trovano davanti al quartier generale per manifestare solidarieta’ al leader del Carroccio hanno cominciato a gridare ‘Bossi, Bossi’. Non solo Bossi e famiglia. Nel vortice di soldi sottratti al partito che per anni ha fatto sua la bandiera “Roma ladrona”, adesso ci sarebbe cascato anche Roberto Calderoli. Anche lui sarebbe tra i destinatari dei fondi sottratti dalle casse della Lega, utilizzati per i bisogni della famiglia Bossi. In una telefonata la responsabile amministrativa della Lega, Nadia Dagrada tranquillizza al telefono Belsito riguardo a somme di denaro consegnate a Calderoli. “Come giustifico i soldi di Calderoli?”, domanda Belsito. “Quello non e’ un grosso problema – risponde Dagrada – nell’arco di un anno, non e’ un problema”.
DOVE FINIVANO I SOLDI DELLA LEGA – Secondo gli investigatori dalle casse della Lega sono stati sottratti i soldi per pagare 3 lauree, i soldi per il diploma di Renzo Bossi, auto affittate da Riccardo Bossi tra cui una Porsche, le somme per pagare i decreti ingiuntivi di pagamento di Riccardo Bossi, le fatture per l’avvocato di Riccardo Bossi, 300mila euro da destinare alla scuola Bosina di Varese.
LA CASSAFORTE – Nella cassaforte sequestrata a Francesco Belsito, il tesoriere della Lega indagato da tre procure, tra cui quella di Napoli i cui pubblici ministeri, Henry John Woodcock, Francesco Piscitelli e Francesco Curcio procedono in una inchiesta su attivita’ di riciclaggio, sono stati trovati dei carnet di assegni tra cui uno con la scritta “Umberto Bossi”. Il carnet, che e’ relativo al conto corrente della banca sulla quale venivano versati i contributi per la Lega, e’ stato sequestrato ed e’ esaminato dai pm napoletani. Ora si pone il problema di decidere chi guida il movimento.
LA SCRITTA - Intanto una grande scritta, «Lega Ladrona», vergata con vernice spray azzurra, è comparsa nella notte sul muro di uno dei caselli di piazza XXIV Maggio a Milano, dove ha sede la sezione Milano Sud del Carroccio. La scritta, parafrasi del motto leghista «Roma ladrona», è chiaramente riferita all'inchiesta che vede coinvolto Davide Boni.
"Comanda la moglie di Umberto". Ecco le carte che inchiodano la Lega
Giovedì, 5 aprile 2012 - 08:32:00
Umberto Bossi rischia anche lui di essere travolto dal caso Belsito. C'è un'intercettazione in particolare del tesoriere della Lega che mette in imbarazzo il leader leghista: quella raccolta dai carabinieri del Noe per la Procura di Napoli che pizzicano Francesco Belsito mentre si sfoga al telefono in febbraio con la non indagata impiegata amministrativa leghista Nadia Dagrada. Nella telefonata Belsito "rievoca tutte le elargizioni fatte ai Bossi e alla vicepresidente del Senato Rosy Mauro". Si vede consigliare di "fare tutte le copie dei documenti che dimostrano i pagamenti fatti a loro favore e di nascondere gli originali in una cassetta di sicurezza" e "riferisce di essere in possesso di copiosa documentazione e di una registrazione compromettente per la Lega".
Così diventa marginale anche la questione dei soldi investiti in Tanzania dal tesoriere tanto che la responsabile leghista dei gadget si rivolge così a Belsito: "Gli dici (a Bossi, ndr): capo, guarda che è meglio sia ben chiaro: se queste persone mettono mano ai conti del Federale, vedono quelle che sono le spese di tua moglie, dei tuoi figli, e a questo punto salta la Lega (...). Papale papale glielo devi dire: ragazzi, forse non avete capito che, se io parlo, voi finite in manette o con i forconi appesi alla Lega".
L'elenco che i due riassumono al telefono - scrive il Corriere della Sera - poco prima di mezzogiorno del 26 febbraio (e che viene riassunto dai carabinieri) comprende "i costi di tre lauree pagate con i soldi della Lega», «i soldi per il diploma (Renzo Bossi)»; «i 670.000 euro per il 2011 e Nadia dice che non ha giustificativi, oltre ad altre somme ingenti per gli altri anni»; «le autovetture affittate per Riccardo Bossi, tra cui una Porsche»; «i costi per pagare i decreti ingiuntivi di Riccardo Bossi»; «le fatture pagate per l'avvocato di Riccardo Bossi»; «altre spese pagate anche ai tempi del precedente tesoriere Balocchi»; «una casa in affitto pagata a Brescia»; «i 300.000 euro destinati alla scuola Bosina di Varese per Manuela Marrone (moglie di Bossi, ndr), che Belsito non sa come giustificare, presi nel 2011 per far fare loro un mutuo e che lui ha da parte in una cassetta di sicurezza».
Nella cassaforte di Belsito una cartella: 'The Family'
Nella cassaforte del tesoriere della Lega Francesco Belsito tra la documentazione contabile sequestrata ieri dai carabinieri del Noe e dalla Guardia di Finanza vi e' anche una cartella con l'intestazione 'The family'. L'ipotesi degli investigatori e' che i documenti siano relativi alle elargizioni ai familiari del leader del Caroccio Umberto Bossi. Gli atti sono all'esame del pm di Napoli, Francesco Curcio, Vincenzo Piscitelli e John Henry Woodcock.
Dove vanno a finire i soldi della Lega? Decide tutto Rosy Mauro e la moglie del Capo
Sarebbe stata proprio la responsabile dei gadget di via Bellerio, la Cantamessa, a confermare il contenuto delle telefonate, delle presunte operazioni incriminate, con un distinguo: «Dal 2004, dal momento della malattia di Bossi — avrebbe detto la dipendente del Carroccio a verbale — le redini del partito sono passate nelle mani della moglie, Manuela Marrone, e dell’attuale vicepresidente del Senato, Rosy Mauro». Compresa la regìa sulla gestione amministrativa dei fondi elettorali.
I «costi liquidi» dei ragazzi di Renzo
In altre telefonate la lista si allunga con «l'ultima macchina del Principe, 50.000 euro...e certo che c'ho la fattura!». Oppure con «i costi liquidi dei ragazzi di Renzo» (forse gli uomini di scorta), che Belsito ricorda in «151.000» euro ma Dagrada corregge in «no, un momento, 251mila euro sono i ragazzi, ma sono fuori gli alberghi, che non ti riesco a scindere quando girano con lui, mi entrano nel cumulo e riprendere tutte le fatture è impossibile». Poi c'è la casa di Gemonio, e più precisamente «i soldi ancora da dare per le ristrutturazioni del terrazzo»: «Che io sappia, pare che siano 5-6.000 euro», ridimensiona Belsito alla Dagrada, che teme invece la somma sia molto più alta anche a causa di minacce di azioni legali dai fornitori, e che sprona Belsito: «Gli devi dire poi: capo (Bossi, ndr), c'è da aggiungere l'auto di tuo figlio».
I franchi e gli euro per Rosy Mauro
Spesso Belsito ironizza su chi nel partito lo avversa ma non sarebbe in condizione di farlo perché parimenti da lui beneficato: «Sai quanto gli ho dato l'altro giorno alla nera? (Rosy Mauro, ndr)? Quasi 29mila, 29.142 in franchi eh... vuoi che ti dica tutti gli altri di prima?»: ovvero quelle che poi gli inquirenti traducono come «altre somme che le dà mensilmente», e come i «200.000-300.000 euro dati al sindacato padano Sinpa» che avrebbe «bilanci truccati». La dipendente leghista Dagrada raccoglie lo spunto sull'atteggiamento di Rosy Mauro e rilancia, invitando Belsito a dire alla vicepresidente del Senato: «Se apro bocca io, il capo salta e se salta il capo tu sei morta...Perché se lei non c'ha il capo a difenderla, lei domani è in mezzo a una strada, e non è detto con le gambe intere». A Bossi, la donna auspica che il tesoriere dica chiaramente: «Gli devi dire: noi manteniamo tuo figlio Riccardo, tuo figlio Renzo, tu gli devi dire guarda che tu non versi i soldi, tuo figlio nemmeno, ed è da quando sei stato male. Gli devi dire: capo, io so queste cose e finché io sono qui io non tradirò mai, ma ricordati cosa c'è in ballo, perché se viene fuori lo capisci che cosa può succedere, altro che barbari sognanti».
«Ho una registrazione e documenti come prova»
Si prepara un ricatto al Senatur? No, questo no, almeno a sentire i due che parlano al telefono la notte dell'8 febbraio. Nadia Dagrada suggerisce: «Non è che tu glielo metti come ricatto», piuttosto si tratterebbe di informare Bossi che «i militanti si spaventano di più se esce fuori Rosy che non la Tanzania».
Belsito si prepara a giocare le proprie carte se il partito lo metterà al muro. E dice di poterlo provare: «Dico cosa mi volevano far fare, glielo dico della Fondazione e... che dovevo portargli dei soldi». Dagrada gli domanda: «Giusto! Ma tu quello poi ce l'hai registrato?». Belsito: «Sì». Dagrada: «Dopodiché si affrontano le due signore (Rosy Mauro e Manuela Marrone, ndr) ....altro che la Tanzania se vanno in mano ai militanti! Non vengono a prendere me, le dici eh, vengono a prendere voi!».
La laurea del Trota e lo 'scazzo' tra Bossi e Calderoli
Oggi, in vista del Consiglio Federale, si fa anche insistente la voce che Bossi potrebbe presentarsi dimissionario, ormai messo all'angolo e troppo a lungo strenuo difensore di Belsito che potrebbe invece essere espulso. La cacciata dell'ex tesoriere sarebbe la sconfessione totale dell'operato di Bossi, che ormai non sembra più in grado di controllare nulla. E viene descritto dalla intercettazioni come uno che ormai "si caga sotto" facilmente ed è altrettanto facilmente ricattabile per via dei soldi finiti alla famiglia. Anche se pare che lui sapesse poco o nulla, mentre ieri i colonnelli gli avrebbero sbattuto in faccia, grazie anche ai testi delle intercettazioni, che purtroppo è tutto vero. E in particolare Roberto Calderoli avrebbe avuto un pesante scazzo col capo sul curriculum di studio del Trota: Bossi si sarebbe ostinato a difendere Renzo e a dire che è bravo e vicino alla laurea e allora il bergamasco sarebbe sbottato, dicendo più o meno: "Smettiamola con questa storia, lo sanno tutti che è tutto falso, che sono stati spesi quasi 300 mila euro per il diploma e per le lauree che dovrà esibire".
FINANZIAMENTO AI PARTITI. NENCINI: SI PARLI MENO E SI AGISCA SUBITO
"In questi vent' anni nessuno dei nodi politico-istituzionali è stato sciolto, la cosiddetta seconda Repubblica è nata sull' edificio bombardato della prima". A dirlo è Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi.
"Non c'è stato nessun esame di coscienza; non c'è una legge sui gruppi di interesse o una legge che regoli i partiti e i principi di democrazia e di trasparenza interna, regolati dall'art 49 della Costituzione - aggiunge il Segretario.
"Il meccanismo dell'autocontrollo dei partiti ha fallito clamorosamente. Urge una commissione di inchiesta parlamentare - continua Nencini- perché i bilanci vengano depositati in Parlamento e che renda trasparenti le modalità con le quali sono stati spesi i finanziamenti pubblici.
Un' Authority o una società esterna che controlli - continua il Segretario socialista- i bilanci dei partiti ed entri nel merito di introiti, spese e investimenti. Auspico che si scongiuri il rischio, imperdonabile, che anche questo impegno, preso dalla 'trinità laica' e dai presidenti di Camera e Senato, non finisca vittima delle imboscate parlamentari di chi vuole che tutto resti com'è, come è successo per la legge anti -corruzione- osserva Nencini.
Per salvare la politica- conclude- in un momento del genere, serve parlare meno e agire subito. Tirare una linea, condivisa da tutti e ripartire da zero".
Angelo Ghiringhelli e Daniele Valzasina con Bobo Craxi all'assemblea programmatica nazionale di Fiuggi il 2 dicembre 2011
I consiglieri comunali Rocco Giordanelli e Angelo Ghiringhelli durante il gazebo a Seggiano contro i tagli ai comuni
I CONSIGLIERI COMUNALI PSI PIOLTELLO
ANGELO GHIRINGHELLI ROCCO GIORDANELLI
Nella foto Bobo Craxi, Rocco Giordanelli e Daniele Valzasina durante la festa del PSI in occasine delle amministrative 2011
Sezione PSI Pioltello
Il Sindaco di Pioltello Antonello Concas
durante un incontro nella sezione socialista
Nella foto Saimon Gaiotto, Paola Ghiringhelli, Rocco Giordanelli, Angelo Ghiringhelli
Mirko Giordanelli
Attivista
Giuseppe Cavallaro
Consigliere Comunale nella passata amministrazione
Luigi Ronza membro comitato di partecipazione asili nido
Ezachele Patera
Attivista
Luigi Criscitelli
Attivista
Giovanni Vecchio
Attivista
Pietro Petito
Attivista
Rocco Giordanelli
Protezione Civile Pioltello
NAPOLITANO. NENCINI. IGNOBILI E OFFENSIVE LE AFFERMAZIONI DI REGUZZONI
mercoledì 21 settembre 2011
“L’attacco di Reguzzoni al Capo dello Stato, che in questo momento drammatico per il Paese sta svolgendo in modo esemplare il ruolo di supremo garante della Costituzione, è ignobile e offensivo”.
E’ il commento di Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi, alle affermazioni di stamattina del capogruppo della Lega alla Camera.
“Le affermazioni di Reguzzoni prima, la più grave e forzata rettifica poi, si sposano bene con le ultime farneticazioni di Bossi sull’ipotesi di un referendum per la secessione, che come ha anche ricordato Napolitano, ‘significa porsi al fuori dalla storia’ del nostro Paese e lede l’unità nazionale”.
“Un' ulteriore dimostrazione – conclude Nencini – della deriva verso il baratro nella quale questo governo e la Lega Nord che lo sostiene stanno trascinando il Paese”.
Un saluto dai compagni SOCIALISTI FRANCESI
Cari amici e compagni ,anche quest'anno parte delle mie ferie si sono svolte a Parigi citta' che mi affascina ogniqualvolta ritorno .Le bellezze e i luoghi da scoprire non finiscono mai . Questa volta ,dopo aver visitato il Museo D'Orsay che ospita quadri dei pittori impressionisti di fine '800 , per citare alcuni nomi ,Renoir, Cezanne , Van Gogh , Monet ,Degas..., ho deciso , vista le vicinanze ,di recarmi in visita alla sede centrale del Partito Socialista in Rue de Solferino nei pressi del quartiere di Saint Germain de Pres .La sede del partito e' in un classico e bel palazzo parigino e , dopo essermi presentato , mi fanno entrare senza nessun problema .Mi presento come iscritto del P.S.I. e,dopo la presentazione ,gli comunico che un loro rappresentante, qualche settimana prima, e' stato invitato ed e' venuto a parlare alla Festa Regionale del partito svoltasi a settembre a Chiuduno (BG). Loro si dimostrano soddisfatti cosi' come sono fiduciosi che ci sia la possibilita' di riportare , viste le elezioni che si svolgeranno in Francia nel 2012 , un Socialistaall'Eliseo tanti anni dopo un mostro sacro come Francois Mitterand. Il favorito nei sondaggi e' Francois Hollande , gia' compagno di Segolen Royal anch'essa in corsa per l'Eliseo nelle scorse elezioni.Scontati gli auguri per una vittoria socialista e, mettendoli al corrente anche dell'ottimo risultato che abbiamo ottenuto nelle scorse amministrative , ricevo i complimenti che giro a tutti .Dopo circa 15 minuti ci congediamo e ci facciamo gli auguri per i rispettivi partiti .Mi omaggiano di adesivi e di un CD che e' la Guida elettronica del Militante Socialista .Concludendo e , rubando un titolo di un famoso documentario degli anni '60 di CRAXI , PILLITTERI e TOGNOLI ( se ricordo bene ) direi...Parigi oh cara..!Al prossimo anno!
Daniele Valzasina
Polo Sanitario (progetto Ex-Esselunga)
Polo sanitario - Ora è realtà
Polo sanitario, partono i cantieri. Entro 14 mesi a Pioltello un centro di eccellenza con ambulatori e servizi di Asl, Azienda Ospedaliera e Istituto Auxologico
Pioltello, 27 maggio 2010 – il Polo Sanitario di Pioltello diventa realtà. Già la prossima settimana, sul sito dell’ex negozio Esselunga di via San Francesco, aprirà il cantiere del complesso destinato a nascere in 12-14 mesi, che diventerà il punto di riferimento sanitario per la città e per tutta l’area della Martesana. La storica firma che dà il via ai lavori è stata apposta oggi 27 maggio alle 15 in calce all’atto finale dell’accordo dai rappresentanti di tutti i soggetti coinvolti: Antonello Concas, Sindaco di Pioltello, Germano Pelegato, direttore generale della Asl Milano 2, Mario Colombo, direttore generale dell’Istituto Auxologico Italiano, e Marco Gramegna, amministratore unico di Pioltello Salute, la società costituita ad hoc per la realizzazione del progetto dallo stesso Istituto Auxologico, Polis Engineering e Cipiemme.
“Si tratta di un traguardo storico – afferma Concas – che rende realtà un progetto di fondamentale importanza per la città. Finalmente partono i lavori, che mettono fine a un iter amministrativo complesso e laborioso che era in istruttoria da anni. Fra un anno o poco più i cittadini potranno avere nella propria città una serie di servizi sanitari all’avanguardia all’insegna della qualità e dell’innovazione, le due linee guida che ispirano l’azione di questa Amministrazione”.
Il polo, che ha un costo di 12 milioni, una volta operativo sarà in grado non solo di erogare integralmente le 70.000 prestazioni sanitarie che ogni anno vengono consumate dai cittadini di Pioltello, spesso in sedi fuori dalla città, ma anche di attrarre utenti da tutta l’area della Martesana.
I tre soggetti che partecipano all’operazione, ovvero Istituto Auxologico, Asl Milano 2 e Azienda Ospedaliera Melegnano, avranno ciascuna una parte del complesso, con ingresso indipendente dagli altri.
Nel dettaglio, l’Istituto Auxologico disporrà di 2.500 metri quadrati di diagnostica per immagini, con attrezzature d’avanguardia come Tac, Moc e macchinari per la risonanza magnetica; l’Asl Milano 2 sposterà al nuovo polo sanitario tutti gli uffici e ambulatori oggi ospitati a Villa Opizzoni, con una razionalizzazione dei servizi; infine l’Azienda Ospedaliera Melegnano concentrerà nella nuova sede tutti gli ambulatori e i servizi attualmente presenti nella città di Pioltello, potenziando in particolare il servizio di psichiatria e inaugurando un ambulatorio di odontoiatria pubblica. Per finire, nel polo sanitario saranno presenti 1.300 metri quadrati destinati ad attività commerciali di tipo sanitario.



